Credere non è capire tutto, per questo non credo e voglio capire ... tutto
Sono del 1955, pensionato, ingegner elettrico, stravedo per Platone e la sua Repubblica per cui sono aristocratico, antidemocratico e non voto mai. Bramo rispondere alle domande ontologiche e, massime, a quella di Leibnitz: Perché c'è qualcosa anziché nulla? Preferisco la metafisica alla fisica, che è riduttiva e insufficiente. M'affascinano l'invisibile, l'esoterico e il paranormale che fanno parte comunque dell'Essere. Stravedo anche per Faggin, coraggioso, originale e creativo.
Non sopporto ecologisti fanatici, sociologi mielosi e missionari mancati, conformisti moralisti e che si accontentano del sapere diffuso senza cercare la risposta ultima, che potrebbe essere (il condizionale è inevitabile) la Verità, il Senso e, in sostanza, l'Assoluto. Cotanti concetti contengono e superano lo stesso Dio, la morale, la pace, la salute, il benessere e altre facezie relative e per nulla esaustive in termini ontologici.
L'ontologia (scienza dell'Essere) dovrebbe essere l'attività somma del genere umano e l'obiettivo, udite udite, politico da perseguire sempre e ovunque. Che non si possa risolvere l'Essere è una possibilità, come tante altre, ma la sua inattingibilità (noumeno Kantiano) deve diventare certezza, si deve dimostrare come Verità incontrovertibile. Tale traguardo, peraltro, potrebbe rappresentare proprio quella Verità che tanto bramo. Nel frattempo, non c'è di meglio, vivendo, che cercare, dialogare, intuire e demolire le misere convenzioni o narrazioni che ci soffocano.